All'angolo sud di piazza Duomo, la chiesa di Santa Lucia alla Badia è il cuore del culto della patrona di Siracusa. Ricostruita dopo il terremoto del 1693, ha una facciata su due ordini: barocco il portale con le colonne tortili e lo stemma della santa (gli occhi sulla coppa e la palma del martirio), rococò il coronamento con la ringhiera in ferro battuto del belvedere delle monache. IL CARAVAGGIO: dietro l'altare è esposto il 'Seppellimento di Santa Lucia', dipinto da Michelangelo Merisi detto Caravaggio nel 1608, durante la sua fuga da Malta. La scena ambienta la sepoltura della martire nelle latomie siracusane: i due giganteschi becchini in primo piano schiacciano la piccola salma di Lucia, il lutto della comunità si consuma in uno spazio vuoto e altissimo. È uno dei capolavori assoluti del tardo Caravaggio (nel Parlatorio delle Monache se ne conserva anche una copia conforme ridimensionata). LE SACRE VESTI: secondo la tradizione rivestirono il corpo della santa prima della traslazione delle reliquie a Costantinopoli nel 1039. Custodite per secoli nell'urna argentea del 1651 e restaurate nel 1992: l'abito è una tunica in damasco di seta color porpora a motivi floreali; il velo, in seta finissima, ha bordi color zafferano e decorazioni floreali su fondo azzurro; le scarpette sono in raso porpora con suole in pelle. La pergamena del 1652 documenta gli atti di affidamento delle vesti al Monastero di S. Maria. SAN SEBASTIANO: nella chiesa si venera anche il simulacro ligneo policromo di San Sebastiano, compatrono della città, qui trasferito dopo la distruzione della chiesetta di S. Sebastianello in via Minerva; la statua mostra le frecce e la colonna del martirio. La Fratellanza dei Portuali e la Polizia Municipale ne curano la festa, la domenica successiva al 20 gennaio. Santa Lucia si celebra il 13 dicembre con la grande processione del simulacro argenteo dal Duomo. La chiesa è tappa 1 dei 'Percorsi di Luce', l'itinerario dei luoghi di Santa Lucia a Ortigia (con la Cattedrale, l'Arcivescovado, il Carmine, San Filippo Neri, S. Maria dei Miracoli, Palazzo Bellomo, San Martino e San Francesco all'Immacolata). Ingresso libero; vietate le foto col flash.
Con l'app, la guida IA ti accompagna tappa dopo tappa: inquadra ogni dettaglio con la fotocamera e lascia che ti racconti la sua storia.
Il pannello tattile all'ingresso mostra i nove luoghi di Santa Lucia a Ortigia: 1 Santa Lucia alla Badia (sei qui), 2 Cattedrale, 3 Arcivescovado con la Biblioteca Alagoniana, 4 Chiesa del Carmine, 5 San Filippo Neri, 6 Santa Maria dei Miracoli, 7 Palazzo Bellomo, 8 San Martino, 9 San Francesco all'Immacolata. Fuori le mura: la Basilica di Santa Lucia al Sepolcro e le catacombe di San Giovanni.
Il capolavoro che Caravaggio dipinse a Siracusa nel 1608, in fuga da Malta: la sepoltura della martire nelle latomie, coi due becchini colossali in primo piano, la piccola salma di Lucia a terra e il dolore silenzioso della comunità sotto un'immensa parete spoglia. Luce radente e terra bruciata: tutto il tardo Caravaggio in una sola scena.
La tunica in finissimo damasco di seta color porpora a motivi floreali che, secondo la tradizione, rivestì il corpo della santa prima della traslazione delle reliquie a Costantinopoli (1039). Custodita per secoli nell'urna argentea del 1651, restaurata nel 1992 insieme al velo e alle scarpette in raso porpora.
La teca custodisce il velo in seta finissima della santa — bordi color zafferano e decori floreali su fondo azzurro — insieme alla grande pergamena seicentesca con gli atti di affidamento delle Vesti al Monastero di S. Maria: si legge l'incipit latino 'Vigesimo sexto aprilis...'.
La tela di San Sebastiano sull'altare ligneo a battenti: il santo compatrono di Siracusa, trafitto dalla freccia, venerato qui dal 1882 dopo la distruzione della chiesa di S. Sebastianello. Nel 1929 l'arcivescovo Carabelli pose sul simulacro la croce pettorale d'oro in riguardo alla Fratellanza dei Portuali. Festa la domenica dopo il 20 gennaio.
Nell'app fai il check-in sul posto: guadagni un punto e la guida IA ti racconta il luogo nella tua lingua.